A distanza di pochi mesi dalla presentazione alla stampa, la grande kermesse dell’E3 ci permette di seguire nuovamente quello che appare come il gioco più imponente in cantiere per PlayStation Portable.
God of War: Chains of Olympus è tornato a mostrarsi attraverso una demo ampliata rispetto a quella diffusa qualche tempo fa da Sony. Senza dimenticare l’annuncio degli sviluppatori riguardo la frequenza massimizzata della CPU: Chains of Olympus, infatti, pare che sarà il primo gioco per PSP a sfruttare tutti i 333Mhz del processore PSP. Molto presto, probabilmente, avremo tra le mani il gioco che porterà al limite estremo le capacità del portatile Sony.
Come già accennato, le news riguardano una nuova parte giocabile messa a disposizione da Sony. Finalmente abbiamo potuto seguire da vicino lo scontro con il primo boss, esattamente il punto dove terminava la prima installazione giocabile risalente a qualche mese fa.
Il combattimento riprende a grandi linee quanto già apprezzato su PS2, a cominciare dagli avversari di grosse proporzioni, in questo caso una specie di lucertolone. Kratos sguaina le spade e si lancia in una serie di attacchi cercando di schivare nel contempo i poderosi attacchi del mostro. A tal proposito, il set di comandi sembra essere rimasto piuttosto fedele alle versioni originali, ad eccezione dell’azione evasiva che si effettuerà tramite la pressione contemporanea dei tasti L e R in accoppiata con la levetta analogica.
Dopo una serie di colpi mandati a segno avrà inizio la classica sequenza mini-game
Come ci si aspetterebbe dal team creatore di Daxter, inoltre, l’aspetto grafico è quantomeno strabiliante, anzi, sembra essere ancora migliore di come ci era apparso due mesi fa. Animazioni fluide, personaggi dettagliati, ambienti ricchi di particolari e dalle textures qualitativamente eccelse. Non mancano effetti speciali validi come le onde che si infrangono sulla spiaggia, il sangue che accompagna i colpi messi a segno, le scie delle spade e una serie di animazioni in background come frecce infuocate e il bagliore del sole al tramonto.
Contribuisce anche un level design che appare piuttosto ispirato e che non lesina in spazi aperti dalle dimensioni generose. Un altro punto di forza in comune con l’originale.



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